Escursioni da non perdere:

Da Vetriolo a Cima Panarotta

Dislivello: 512 metri

Dal centro di Vetriolo Terme si raggiunge il locale “Maso al Vetriolo Vecchio“, superato il quale, sulla sinistra, si diparte una strada forestale nel bosco che risale inizialmente piuttosto ripida, poi più pianeggiante. Seguendo il tracciato della forestale percorriamo il versante sud della Panarotta, transitando in prossimità di una delle sorgenti minerali ferruginose che hanno reso famosi gli stabilimenti termali di Levico e Vetriolo in tutta Europa a partire dalla fine del 1800. Percorrendo un ultimo tratto in leggera discesa si raggiunge così il rifugio Malga Masi. Si riprende il cammino sempre lungo la forestale che con una serie di ampie curve rimonta il versante della Panarotta fino a raggiunge la località La Bassa, 1834 metri sull’ampio crestone sommitale che scende dalla cima della Panarotta. Da qui mantenendosi sulla cresta si raggiunge poi la panoramica cima della Panarotta a quota 2002 metri. Dalla cima si scende quindi lungo i tracciati delle piste fino a Cima Esi e successivamente lungo un tracciato a bordo pista fino al parcheggio da dove si rientra a Vetriolo.

Dal Passo Vezzena al Pizzo di Levico

Dislivello: 403 metri

Spostiamoci ora sull’Altopiano di Vézzena per percorrere uno degli itinerari estivi più “classici” nella zona: la salita alla Cima Vezzena 1908 metri, più nota forse come “Pizzo di Levico”. Partiamo da Passo Vezzena, all’altezza dell’omonimo albergo ristorante, e seguiamo il tracciato di una strada forestale tra gli alpeggi. Ora dietro un fitto bosco si profilano le rovine del forte austriaco di Cima Verle, poi con l’itinerario entriamo nel bosco di abeti alle propaggini della Cima Vezzena. Dopo circa 40 minuti di cammino, all’altezza di un tornante, si stacca sulla sinistra la vecchia strada militare costruita dagli austriaci a servizio del forte Spitz Verle costruito sulla sommità di Cima Vezzena, costruzione che completava la poderosa linea dei forti austriaci eretti a cavallo del 1800 e 1900 a difesa degli altopiani meridionali di Folgaria, Lavarone, Luserna e Vezzena. La vecchia strada militare risale con regolarità il versante sud della Cima Vezzena e innalzandoci  l’orizzonte si dilata abbracciando in un unico colpo d’occhio le verdi distese che circondano Passo Vezzena, verso Cima Larici, e più a ovest Luserna, Lavarone, il gruppo del Pasubio. Un panorama che si amplia a 360 gradi dalla sommità di Cima Vezzena: verso il Brenta, l’Adamello, il Lagorai il massiccio di Cima d’Asta e le Dolomiti, mentre ai nostri piedi la vertiginosa parete nord della cima sprofonda verso le regolari geometrie dei campi e delle coltivazioni della conca tra Caldonazzo e Levico. Un’alternativa alla discesa è quella di proseguire lungo il versante orientale, su terreno aperto, verso Malga Marcai di sopra o fino all’intaglio della Bocca del Forno, ai piedi della Cima Manderiolo fino a incontrare il tracciato della strada forestale che seguiremo a ritroso fino al Passo Vezzena.

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